Archive for luglio, 2010

Il disastro BP e il rischio di un mutamento globale del clima

Uno studio italiano ha rilevato che la marea nera del Golfo del Messico ha “spezzato” la Loop Current, una delle principali componenti della Corrente del Golfouno dei motori che contribuisce a riscaldarla.

Secondo la ricerca è impossibile prevedere come si evolverà la situazione, ma se questo processo proseguirà, potrebbero esserci serie conseguenze per la corrente calda che percorre l’Atlantico fino al Nord Europa.

La ricerca dell’Istituto italiano di Scienze atmosferiche e del Clima (ISAC) stata condotta dal fisico teorico Gianluigi Zangari, che, in collaborazione con l’Università del Colorado, ha analizzato con un sistema di calcolo da lui brevettato i dati dei satelliti americani ed europei per l’osservazione della Terra.

Nei giorni scorsi nel Golfo del Messico la marea nera aveva cominciato a formare un vortice che adesso ha raggiunto dimensioni notevoli e che si è completamente separato dal resto della corrente.

Si è rotto un equilibrio nato in milioni di anni [...] e se non si ricostituirà la Corrente del Golfo, potrebbe subire conseguenze irreparabili, ha dichiarato Zangari.

Data: sabato 17 luglio 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


L’importanza di considerare la parola profetica

di Norbert Lieth

Spesso sentiamo affermare: “in fondo, anche la Bibbia è stata scritta soltanto da uomini”. Esistono delle prove sicure che dimostrano che non è così? Sì. La profezia biblica delle 70 settimane è una delle più evidenti, insieme a tante altre.

Ogni lettore sincero e non prevenuto riconoscerà che le affermazioni relative alle 70 settimane in Daniele 9 non possono essere state scritte da un uomo. Dietro tale perfezione può velarsi soltanto qualcuno che conosce così a fondo la storia, ma l’ha anche pianificata e quindi è in grado di descriverla in anticipo. Il senso più profondo della profezia si trova nel fatto che Dio si presenta all’uomo come l’incomparabile, il vero, colui che dà sicurezza e fornisce certezze, presso il quale c’è salvezza. Gran parte delle profezie si riferiscono al Messia Gesù Cristo, perchè in lui Dio è sceso in un’umanità perduta e lontana e in lui egli riporta a sè gli uomini che accettano la sua offerta di redenzione.

(continua…)

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Quale guerra all’orizzonte?

Scoppierà la guerra quest’estate? Tutti ne parlano, ma nessuno lo dice. In Israele la gente preferisce ancora credere che le potenze che vogliono stabilizzare il Medio Oriente siano più forti di quelle che lo vogliono destabilizzare. Ha fiducia nella deterrenza che sembra essere stata conseguita a nord e a sud con la seconda guerra in Libano (estate 2006) e la campagna anti-Hama a Gaza (gennaio 2009). Tuttavia, voci sempre più insistenti sembrano parlare di un prossimo ed inevitabile attacco nei confronti dell’Iran, anche se non si riesce a capire chi lo sferrerà per primo, Israele o gli Usa?

Secondo il sito italiano della repubblica islamica il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha denunciato l’intenzione di Stati Uniti di attaccare “almeno due paesi” nel Medio Oriente come parte di una campagna ostile contro la Repubblica islamica.Ahmadinejad ha detto che l’Iran ha delle informazioni molto precise sul fatto che gli americani stanno tramando un piano, secondo il quale sono pronti ad intraprendere una guerra psicologica contro l’Iran. “Abbiamo informazioni precise secondo cui gli Usa stanno progettando un nuovo piano per lanciare una guerra psicologica contro la Repubblica islamica”, ha affermato Ahmadinejad in un’intervista esclusiva rilasciata alla PressTv. “Hanno intenzione di attaccare almeno due paesi della regione entro i prossimi tre mesi”, ha aggiunto. “Gli Stati Uniti sono intenzionati ad attaccare due alleati dell’Iran nella regione i quali rappresentano naturalmente i principali nemici del regime sionista. Prima di tutto, gli americani vogliono ostacolare il progresso e lo sviluppo dell’Iran e nel secondo luogo cercano di aiutare Israele perché questo regime è ormai giunto ad un vicolo cieco e Washington pensa di poterlo salvare tramite un nuovo confronto militare nell’area”. Ha spiegato Ahmadinejad.

Di tutt’altro parere è Ray Mcgovern, ex agente della CIA, il quale, in un’intervista esclusiva al sito www.prisonplanet.tv, discute della probabilità che proprio in questo mese di agosto Israele sferri un’offensiva all’Iran.

Le parole di Fidel Castro invece fanno pensare ad un attacco congiunto all’Iran tra Usa e Israele: un intervento militare contro Teheran rappresenterebbe una catastrofe per l’umanità intera, con conseguenze difficilmente immaginabili. Israele che spinge per le sanzioni all’Iran ha centinaia di armi nucleari e non ha neanche firmato il trattato di non proliferazione. Navi e sommergibili di Stati Uniti e Israele sono già nel Golfo: la pretesa di ispezionare le navi iraniane potrebbe essere la scintilla di uno scontro armato.

C’è invece chi, come Fiamma Nirenstain, sta nel mezzo e sostiene che la guerra la farà Hezbollah in nome dell’Iran.

Data: venerdì 30 luglio 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Medvedev scarica l’ex alleato

Il Giornale, 13 luglio

Medvedev scarica l’ex alleato, reo di aver protestato per il sostegno di Mosca alle sanzioni decise dall’Onu. Adesso, secondo il perverso principio che se lo dice chi fino ad ora aveva mentito o si sbagliava, allora è vero, non ci sarà più nessuno che potrà tirarsi indietro di fronte alla luce rossa sfolgorante che lampeggia dall’Iran. Perché adesso l’ha detto anche Medvedev, il presidente russo, e certo non senza il permesso di Putin: l’Iran sta per arrivare alla conclusione della sua corsa verso la bomba atomica. È, dice, «vicino al possesso del potenziale che in linea di principio potrebbe essere usato per la creazione dell’arma atomica». Linguaggio un po’ più diplomatico, ma chiarissimo. E la Russia, insieme alla Cina, prima che i pasdaran turco e brasiliano si ergessero al Consiglio di sicurezza contro le sanzioni, era stata sempre il principale nemico delle sanzioni stesse e il migliore amico dell’Iran, quello che metteva il bastone fra le ruote degli Usa per non arrivare mai a una chiara definizione del problema.

Ad esempio al consiglio del dicembre 2006 le sanzioni erano state alleggerite proprio a causa della pressione dei russi, ed era solo il primo dei quattro round sostenuti da Putin con i colori dell’Iran. Perché l’amicizia della Russia per l’Iran è un’amicizia strategica, legata all’antica suddivisione del mondo fra grandi potenze, e ancora più vecchia: la guerra fredda ancora esiste e implica che il Medio Oriente veda la Russia sempre schierata laddove prima si poteva trovare l’Urss, ovvero in un rapporto, certo oggi meno evidente, con le potenze antioccidentali contro Israele, vista come la longa manus americana.

L’amicizia russa con l’Iran è stata sempre molto concreta, fatta della costruzione dell’indispensabile impianto di Bushehr che da settembre sarà attivo, dall’invio costante di esperti di impianti nucleari, da trattati di compravendita d’armi come quello del sistema degli S300, il cui esito è ancora incerto, ma che è un terribile sistema di difesa terra aria destinato a coprire l’Iran con uno scudo invincibile contro eventuali attacchi ai suoi preziosi impianti.

La Russia aveva anche, sola con la Cina e alcuni paesi islamici, riconosciuto la legittimità del nuovo governo iraniano nel giugno 2009, quando tutto il mondo ribolliva di indignazione per la repressione delle folle nelle piazze, con assassini e sequestri: ma il viceministro degli esteri russo Sergey Ryabkov aveva proclamato che le elezioni iraniane erano solo una questione interna. E per ringraziare subito dopo Ahmadinejad si è recato a Mosca e svariati trattati e accordi sono stati firmati. Solo pochi mesi fa, nel dicembre 2009, il rappresentanti russo all’AIEA ha preso una posizione più guardinga del solito verso «documenti segreti» che dimostravano la costruzione di un’arma nucleare.

La Russia di Putin ha cominciato ad adombrarsi seriamente contro Ahmadinejad quando egli ha osato protestare e persino minacciare l’alleato di sempre al momento in cui Putin ha deciso per le sanzioni all’ultimo round del Consiglio di Sicurezza il 9 giugno: la logica dell’orgoglio russo ha avuto il sopravvento, l’Iran non può sognarsi di gestire contro la Grande Madre Russia il nuovo potere islamista, che oltretutto a causa dei molteplici conflitti russi con l’Islam, per esempio in Cecenia, è un tasto molto doloroso. Inoltre anche Putin e Medvedev, come Obama, specie dopo le ultime indagini dei servizi segreti (Leon Panetta, direttore della CIA, ha annunciato da una settimana che l’Iran può già costruire due bombe), hanno afferrato il rischio non più rimandabile di un Iran che non ha dato il minimo segno di apprezzare la linea morbida in tutti questi mesi ed anni di insistenze occidentali e di gentilezze russe. Obama si è ricreduto evidentemente in base a informazioni definitive e anche la Russia ha compreso di conseguenza, e un po’ forse in concorrenza rispetto alla leadership mondiale, che con amici come l’Iran è molto meglio affidarsi ai nemici.

Israele, di fronte a una situazione di questo genere, potrebbe credere più serenamente in una politica globale di sanzioni serie, che sottraggano all’Iran i suoi commerci internazionali e l’acquisto della benzina che non è in grado di produrre da sola, e di cui la Russia era fornitrice insieme alla Cina. Oppure, può leggere in questa stretta globale che si consolida, l’annuncio che la distruzione degli impianti non è ormai un’ipotesi così fantasiosa e solitaria, e che forse non è l’unico Paese che ci sta pensando.

Data: giovedì 15 luglio 2010 | Archiviato in: Attualità


La marea nera del golfo e l’agenda del Nuovo Ordine Mondiale

“E’ chiara la direzione verso cui stanno spingendo: evacuazione forzata di milioni di residenti del Golfo e loro trasferimento nei campi FEMA. In questo modo il NWO avrà l’opportunità di dichiarare la legge marziale su grande scala nella parte sud-est degli USA e per iniziare ad abituarci a questa ulteriore lesione dei diritti della persona, come fu per le estreme misure di sicurezza negli aeroporti e per la tortura.” Leggi l’articolo.

Data: martedì 13 luglio 2010 | Archiviato in: Attualità


Il seme della tirannia

Come riportato dall’emittente televisiva CNN, l’amministrazione Obama ha introdotto una regola che stabilisce che ogni giornalista, reporter, blogger o fotografo che si avvicina nella zona delle operazioni di bonifica della macchia di petrolio nel golfo del Messico commette un reato. Chi verrà fermato potrà essere arrestato, condannato al pagamento di un’ammenda pecuniaria di $ 40,000 e perseguibile dalla legge federale.

Guarda il servizio di Anderson Cooper su http://naturalnews.tv/v.asp?v=203

Tramite la restrizione dell’accesso ai media nella zona interessata dal più grande crimine ecologico mai perpetrato nella storia, si vuole impedire alle televisioni di tutto il mondo di assistere alla tragedia in tempo reale. Sono episodi, questi, di Orwelliana memoria se pensiamo che è in atto il tentativo di mettere il bavaglio alle fonti di libera informazione e di censurare e controllare le notizie per impedire che giungano al pubblico.

La guerra è sempre per il controllo della tua mente

Questa è stata la tecnica utilizzata dall’amministrazione USA durante tutte le guerre. Infatti, la prima vittima della guerra è la verità. Ci sono molte immagini di guerra che il governo USA non vuole che tu veda (come quelle dei piloti di elicotteri militari che sparano sui fotografi della Reuters). Così, le notizie di guerra vengono sempre monopolizzate dai governi per la sola diffusione delle immagini da loro selezionate, mentre tutto il resto viene posto sotto censura.

Ora, lo stesso approccio tipico del GRANDE FRATELLO (mi riferisco a George Orwell e alla sua opera letteraria 1984) viene usato nel Golfo del Messico: criminalizzare i giornalisti, censurare i reportages e cercare di tenere nell’ignoranza l’opinione pubblica su quello che sta succedendo. Il primo emendamento della costituzione americana sancisce la libertà di parola e di stampa. Nonostante ciò, l’aministrazione Obama non si cura del diritto n. 1 dei cittadini e vuole negare loro questo diritto trasformando i giornalisti in criminali.

Facendo sì che nessuno venga a sapere la verità su quanto comesso dalle industrie del petrolio nel golfo, si arriva a un controllo della mente. Vogliono tenerci nell’ignoranza attraverso un black out totale dei mezzi di comunicazione di massa.

La catastrofe che sta avvenendo nel golfo del Messico non è il solo problema perchè è in gioco anche la perdita della libertà di essere informati.

Data: domenica 4 luglio 2010 | Archiviato in: Attualità


La mappa del nuovo ordine mondiale del secondo dopoguerra:

PROPOSTA PER RI-ORGANIZZARE IL MONDO DOPO LA VITTORIA DEGLI ALLEATI

DI MAURICE GOMBERG
strangemaps.wordpress.com

Pubblicata a Philadelphia agli inizi del 1942, questa “Bozza della Mappa del Nuovo Mondo Post-guerra”, creata da Maurice Gomberg, mostra una proposta per ri-organizzare il mondo dopo la vittoria degli Alleati sulle forze dell’Asse. Il titolo si riferisce ad un “Nuovo Ordine Mondiale”, un concetto vago, le cui molte definizioni spesso si contraddicono tra loro. Al centro del NOM, comunque, c’è sempre la nozione che un piccolo gruppo di individui, istituzioni, industrie e/o nazioni potenti debbano condurre il mondo nella giusta direzione (cioè verso “l’unificazione”). Questo potrebbe andare contro la volontà del mondo (e quindi fatto di nascosto, almeno in alcune versioni della storia nel NOM), ma in fin dei conti è per il suo bene.

Uno dei più recenti riferimenti al NOM da parte di un’eminente personalità politica è stato quello del Presidente degli USA George Bush (padre), il quale ha usato esplicitamente il NOM per riferirsi agli obiettivi statunitensi nel mondo del post-guerra fredda. Il termine ha una discendenza molto più antica della Guerra Fredda, o anche delle due Guerre Mondiali. Alcuni potrebbero anche affermare – e così ci perdiamo in qualche modo nel campo della teoria della cospirazione – che risalga addirittura ai Romani, come è attestato dalla citazione (modificata) del poeta romano Virgilio sul retro del Grande Sigillo degli USA e (in modo significativo o meno, dal 1935) sul retro delle banconote: Novus Ordo Seclorum – letteralmente: “Nuovo Ordine delle Epoche”.

In un contesto moderno, fu l’imperialista inglese Cecil Rhodes (che diede nome alla Rhodesia) il primo a proporre l’imposizione di un governo internazionale federale da parte dell’Impero Britannico e degli USA. Il Presidente americano Wilson Woodrow fu ispirato da un concetto simile nel delineare il suo piano per una Lega delle Nazioni in seguito alla Prima Guerra Mondiale. Anche la maggior parte dei regimi fascisti degli anni ’20, ’30 e ’40 del XX secolo proposero una sorta di NOM – di fatto, molti dicevano di essere loro stessi il “Nuovo Ordine”. H.G. Wells – quello de “La Guerra dei Mondi” – scrisse “The Open Conspiracy” [“La Cospirazione Aperta”, ndt] (1928) in cui descrive il suo sforzo al fine di riportare gli intellettuali all’idea di una Democrazia Sociale Mondiale, e “The New World Order” [“Il Nuovo Ordine Mondiale”, ndt] (1940) in cui espone dettagliatamente come sarà necessaria una generazione di lotte per sconfiggere gli avversari di un tale governo globale.

Da questa panoramica approssimativa, si potrebbe essere allo stesso modo concludere in grandi linee che un Governo Mondiale Unico era il più benevolo esito previsto da una visione mondiale ottimista, positivista, socialista e/o imperialista (o, in alcuni casi, nazionalsocialista), una sorta di Nuova Gerusalemme secolare, il migliore dei mondi possibili. La morte del comunismo, che come ideale si è esaurito molto prima del suo impero, può essere vista come l’argomento fondamentale contro questa filosofia. Si può condurre un cavallo all’acqua, ma non si può dividere quella risorsa in modo equo con gli altri cavalli. La filosofia dell’uomo non è: “lavora il più possibile, consuma solo il necessario”, ma: “lavora il minimo indispensabile, consuma il più possibile”. Karl Marx sconfitto da Gordon Gekko.

E tuttavia, l’ottimismo persiste – e cos’altro potrebbe fare? A fronte dei continui sforzi per migliorare il mondo, per “unificarlo”, i gruppi, le istituzioni e le intenzioni che si oppongono ai filo-NOM si sono fusi in una miriade di teorie, la maggior parte delle quali di natura cospirativa (direi che è così, essendo al servizio del Gruppo Bilderberg), ognuna delle quali sventola la bandiera della libertà (per quelli di mentalità secolare) o della religione (per quelli che vedono l’avvicinarsi della fine dei tempi per mano di gente del calibro del Segretario Generale dell’ONU Ban-Ki Moon). Questo è il punto in cui un’osservazione deve limitarsi a denominare alcune delle tante configurazioni cospirative che sono sospettate di gestire il Nuovo Ordine Mondiale. Scegli ciò che preferisci, e crea la tua personale cospirazione: gli Illuminati, i massoni, il Council on Foreign Relations [Consiglio sulle Relazioni Estere, ndt], gli ebrei, il Gruppo Bilderberg, il G-8, i nazisti, l’accordo di Bretton-Woods, gli elicotteri neri, la collusione USA-alieni, la lobby sionista in combutta con i neo-conservatori americani, quelli che voglio “mischiare i geni” e diluire la razza bianca, il casato dei Windsor, l’Anticristo, una cabala di società multinazionali, rettili extraterrestri, l’ONU…

Non so se Maurice Gomberg, di cui non è reperibile on line quasi nessuna informazione, fosse un rettile extraterrestre, ma aveva sicuramente un cognome ebraico, che lo renderebbe allo stesso modo sospetto in alcuni circoli. Non si sa molto di più su di lui; è stato anche suggerito che questa mappa fosse una contraffazione nazista, per indurre in America il terrore di una presa di potere mondiale da parte del comunismo. Ma credo sia più sicuro supporre che questa mappa fosse un tentativo zelante, al di fuori dei summenzionati benevoli sentimenti socialisti, per proporre una riorganizzazione del mondo che ponesse fine alla guerra una volta per tutte, e portasse “pace perpetua, libertà, giustizia, sicurezza e ricostruzione del mondo”. O almeno lasciate che questa sia la nostra ipotesi di studio nel valutare questa mappa. I blocchi principali di questo Nuovo Ordine Mondiale dovevano essere:

Nel piè di pagina della mappa superiore si legge quanto segue:

Gli Stati Uniti d’America (USA): gli Stati Uniti, il Canada, tutti gli stati dell’America Centrale e dei Caraibi, la maggior parte delle isole dell’Atlantico (incluse Groenlandia e Islanda), la maggior parte delle isole del Pacifico, Taiwan, Hainan, le Filippine e diverse isole ora Indonesiane, compresa Sulawesi; questo doveva essere il potere dominante del mondo, dal punto di vista militare e non solo.

L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS): i Sovietici dovevano essere ricompensati con Persia (Iran), Mongolia, Manciuria, Finlandia, e tutta l’Europa orientale, che di conseguenza avrebbe fatto parte del Blocco Orientale (esclusa l’Albania, ma incluso lo stato ribelle della Yugoslavia, socialista ma anti-sovietico); tutti questi stati dovevano semplicemente diventare membri dell’URSS. L’Austria e gran parte della Germania, sebbene “in quarantena”, vengono mostrate nella sfera sovietica.

Gli Stati Uniti del Sud America (USSA): include tutti gli stati dell’America Meridionale, con le tre Guiane come singolo stato costituente e le isole Falkland come parte dell’USSA.

L’Unione delle Repubbliche Africane: (UAR): tutta l’Africa come una federazione di repubbliche.

Le Repubbliche Federate Arabe (AFR): ricopre l’Arabia Saudita e tutti gli altri stati che occupano la penisola araba, più gli odierni Siria e Iraq.

Le Repubbliche Federate dell’India (FRI): gli odierni Afghanistan, Pakistan, India, Nepal, Bhutan, Bangladesh e Birmania (Myanmar).

Le Repubbliche Unite della Cina (URC): una federazione che include tutte le parti delle odierne Cina, Corea, l’ex colonia francese dell’Indocina (ora Vietnam, Laos e Cambogia), Tailandia e Malesia.

Gli Stati Uniti della Scandinavia (USS): Norvegia, Svezia, Danimarca.

Gli Stati Uniti d’Europa (USE): il Benelux, la Renania tedesca, la Francia, la Svizzera, la Spagna, il Portogallo e l’Italia.

Ed infine il Commonwealth Britannico delle Nazioni (BCN), che comprendono Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda, Sri Lanka, Madagascar e la maggior parte dell’Indonesia.

Le entità più piccole includono l’Eire (l’intera Irlanda), la Grecia (inclusa l’Albania), la Turchia (esclusa la parte europea), l’”Ebraicolandia” (la Terra Santa e la Giordania) ed il Giappone. I tre stati dell’asse (Germania, Italia e Giappone) dovevano restare “in quarantena” fino a che non fosse stato possibile riammetterli nella famiglia delle nazioni.

Probabilmente il sig. Gomberg prese spunto per la sua mappa dal presidente americano Franklin D. Roosvelt, il cui discorso sulle “Quattro Libertà ed un Ordine Morale” (dal suo Stato dell’Unione al 77° Congresso) riporta, prima di sottolineare la sua personale visione (in fondo alla mappa):

“Gli USA, con la cooperazione delle Democrazie dell’America Latina, il Commonwealth Britannico delle Nazioni e l’URSS, assumono il comando mondiale per stabilire un Nuovo Ordine Morale per la pace perpetua, la giustizia, la sicurezza e la ricostruzione del mondo”.

“LA NOSTRA POLITICA SARA’ COME SEGUE:

1. Noi, gli Stati Uniti d’America, in collaborazione con i nostri alleati, per via della nostra sicurezza nazionale e nell’interesse della moralità internazionale, siamo determinati nello schiacciare e distruggere definitivamente il potere militare degli aggressori dell’Asse ed i loro satelliti senza badare a spese, sforzi e tempo necessari per raggiungere questo obiettivo.

2. Il vecchio ordine mondiale di oppressione coloniale, sfruttamento dei domini, imperialismo rivale e l’equilibrio mercenario del potere diplomatico; le maestà, i dittatori, le minoranze privilegiate, i monopolisti plutocratici e simili parassiti sociali; l’ordine corrotto responsabile del cataclisma mondiale odierno, che mette in pericolo la nostra sicurezza nazionale ed il processo di pace, non dovranno mai più insorgere.

3. Un Nuovo Ordine Morale Mondiale per la pace perpetua e la libertà deve essere stabilito alla vittoria finale della presente guerra.

4. Per ragioni storiche, struttura economica, geografia favorevole e benessere dell’umanità, gli USA devono, in maniera altruista, assumere il comando del nuovo e democratico ordine mondiale stabilito.

5. Per ridurre l’onere e lo spreco criminale delle spese sugli armamenti in tutto in mondo, gli USA, in collaborazione con l’America Latina, il Commonwealth Britannico delle Nazioni e l’URSS dovranno impegnarsi nel garantire la pace alle nazioni, che verranno permanentemente disarmate e demilitarizzate dopo la conclusione della presente guerra.

6. In modo da poter effettivamente prevenire, nel compimento dei nostri obblighi, la possibilità di un ritorno di un altro cataclisma mondiale, l’invincibilità degli USA come potere militare, navale e aereo, dovrebbe essere il principale prerequisito.

7. Considerando oggettivamente la strategia e la nostra invulnerabilità, è imperativo che gli USA debbano ottenere la rinuncia al controllo dei loro possedimenti da tutti i Poteri stranieri dell’emisfero occidentale, le acque circostanti e gli avamposti strategici delle isole, come delineato nella mappa allegata.

8. Considerata la difesa emisferica, nello spirito e tradizione della nuova Dottrina Monroe di solidarietà emisferica e della politica del “Buon Vicino”, gli USA con il consenso delle Repubbliche dell’America Latina dovrebbe ottenere il controllo ed i diritti al protettorato dei territori rinunciati.

9. Per rafforzare la nostra posizione nei Caraibi, che è di ovvia importanza per la difesa emisferica, ai nostri vicini dell’America Centrale e delle Indie occidentali devono essere offerti tutti gli incentivi possibili per facilitare la loro entrata come stati alla pari degli USA, come delineato nella mappa.

10. Per fortificare l’unità politico-economica dell’emisfero occidentale, gli USA devono promuovere ed assistere l’unificazione dell’America Meridionale in democratici, organizzati e federati “Stati Uniti del Sud America”.

11. I territori liberati della Guiana inglese, francese ed olandese dovranno essere riorganizzati come stato unico dell’USSA.

12. Tutte le Potenze dovranno rinunciare al controllo delle loro colonie, i mandati ed i possedimenti insulari strategici in ogni parte del mondo.

13. Il Commonwealth Britannico delle Nazioni, seconda in importanza come potenza militare e navale che coopera con gli USA in un patto vincolante per la pace, dovrà mantenere ed acquisire controllo su tali territori, basi per la sicurezza della pace e avamposti strategici sulle isole essenziali per il mantenimento della pace mondiale e della libertà, come delineato dalla mappa.

14. L’URSS, la terza Potenza militare in importanza che coopera con gli USA per la libertà ed il mantenimento della pace, dovrebbe acquisire il controllo delle aree liberate e disorganizzate adiacenti e quelle della Germania-Austria, che vanno rieducate ed infine reincorporate come repubbliche alla pari dell’URSS, come delineato approssimativamente nella mappa.

15. Deve essere organizzata una Lega delle Nazioni mondiale, con poteri di arbitrato e supervisione.

16. Deve essere organizzata una Corte Mondiale con poteri punitivi del boicottaggio assoluto, quarantena, assedio ed occupazione della polizia internazionale, contro i trasgressori della legge della moralità internazionale.

17. Gli USA, con la stretta cooperazione degli USSA, il Commonwealth Britannico, l’URSS e la Lega Mondiale delle Nazioni, devono promuovere ed assistere l’unificazione dei territori abbandonati e delle aree al momento debolmente divise in repubbliche democratiche ben organizzate ed assolutamente demilitarizzate, come approssimativamente sulla mappa.

18. Le zone conosciute come Olanda, Belgio, Lussemburgo, Svizzera, Francia, Spagna, Corsica, ed infine l’Italia e le isole della Sardegna e della Sicilia, dovranno essere unificate come demilitarizzate e federate negli “Stati Uniti d’Europa”.

19. Le aree conosciute come Svezia, Norvegia, Danimarca e le isole Spitsbergen dovranno essere unificate come demilitarizzate e federate negli “Stati Uniti della Scandinavia”.

20. Il continente dell’Africa dovrà essere riorganizzato e unificato come demilitarizzato e federato nella “Unione delle Repubbliche Africane”.

21. Le aree dell’Arabia Saudita, Libano, Iraq, Hijaz, Aden e Oman, dovranno essere unificate come unione demilitarizzata nelle “Repubbliche Federate Arabe”.

22. Le aree conosciute come India, inclusi Afghanistan, Baluchistan, Nepal, Bhutan e Birmania dovranno essere unificate come demilitarizzate nelle “Repubbliche Federate dell’India”.

23. Le aree conosciute come Cina, Mongolia interna, Tibet, Tailandia, Malesia, Indocina e Corea, dovranno essere unificate come demilitarizzate e federate nelle “Repubbliche Unite della Cina”.

24. Le aree conosciute come Grecia, Macedonia, Albania, Creta, Dodecaneso e le isole adiacenti nel Mar Egeo dovranno essere unificate come demilitarizzate nelle “Repubbliche Federali della Grecia”.

25. Le aree conosciute come Eire e Irlanda del Nord dovranno essere unificate come repubbliche demilitarizzate ed indipendenti dell’ “Eire”.

26. L’area della Terra Santa degli antichi ebrei, oggi conosciuta come Palestina e Cis-Giordania, e le regioni adiacenti richieste come delineato nella mappa, per ragioni storiche e per la necessità imperativa di alleviare il problema dei rifugiati nel post guerra, dovranno essere unificate come repubbliche demilitarizzate in “Ebraicolandia” [“Hebrewland” N.d.r.].

27. L’area conosciuta come Turchia Europea, adiacente ai Dardanelli, il mare di Marmora ed il Bosforo, per ragioni oggettive di strategia di pace dovranno essere poste sotto il controllo congiunto dell’URSS e della Turchia.

28. L’area conosciuta come Turchia dovrà essere una repubblica indipendente demilitarizzata della “Turchia”.

29. Tutti i problemi relativi a scambio, trasferimento e rimpatrio delle popolazioni dovranno essere amministrati della Lega Mondiale delle Nazioni.

30. Gli autori criminali di questa orrenda guerra, nonché i loro complici, dovranno essere assicurati alla giustizia e sottoposti ad una punizione indimenticabile.

31. Tutti i soggetti del Giappone e tutte le persone di origine giapponese di dubbia lealtà dovranno essere espulse dall’intero emisfero occidentale, i protettorati dell’USA e gli avamposti insulari strategici e le loro proprietà confiscate a favore delle necessità di ricostruzione del post-guerra.

32.Tutti i soggetti della Germania e dell’Italia e tutte le persone di origine italiana o tedesca riconosciuti come sostenitori attivi del nazismo o del fascismo dovranno essere trattati in egual modo.

33. L’immigrazione italiana, tedesca e giapponese verso l’emisfero occidentale, i suoi protettorati ed avamposti insulari dovrà essere fermata indefinitamente.

34. Tutte le persone di origine tedesca nella Prussia orientale e la Renania dovranno essere trasferite nella Germania interna e le regioni permanentemente de-prussianizzate.

35. Tutte le persone di origine tedesca, italiana e giapponese dovranno essere permanentemente espulse dai loro territori ormai conquistati ed i loro beni confiscati in favore delle necessità di costruzione del post guerra.

36. Per depurare le popolazioni degli aggressori dell’Asse sconfitti dall’intossicazione da chauvinismo militare; per effettuare la rimozione e la distruzione delle loro potenziali istituzioni militari; per recuperare il bottino accumulato e per ri-educarli per la loro eventuale partecipazione nella Famiglia delle Nazioni, le aree della Germania-Austria, Italia e Giappone dovranno essere ermeticamente ed indefinitamente messe in quarantena ed amministrate da Governatori designati e soggette a supervisione da parte della Lega Mondiale delle Nazioni.

37. Tutte le risorse, quelle industriali e la forza lavoro delle aree in quarantena dovranno essere impiegate nelle necessità di ricostruzione e ristorazione del post-guerra.

38. Per ridurre il potere numerico dei paesi aggressori, come vantaggio militare potenziale, nelle zone in quarantena dovrà essere organizzata ed impiegata una Polizia per il Controllo della Popolazione.

39. Nel Nuovo Ordine Morale Mondiale che cerchiamo di stabilire, accanto alle libertà politiche essenziali, sono imperativi i seguenti cambiamenti fondamentali nell’economia:

(a) Nazionalizzazione di tutte le risorse naturali ed equa distribuzione a tutte le nazioni… ovunque nel mondo;
(b) Nazionalizzazione del sistema bancario internazionale, degli investimenti esteri, delle ferrovie e degli impianti energetici… ovunque nel mondo;
(c) Nazionalizzazione di tutti gli stabilimenti per la produzione di armamenti di tutte le potenze militari;
(d) Controllo federale del commercio estero e della navigazione;
(e) Costituzione di un sistema monetario mondiale comune;
(f) Limitazione mondiale dei tassi di interesse ad un massimo del 2%;

40. Per mantenere la vittoria ed il comando del nostro lavoro democratico unito… il cui scopo non è la vendetta lo sfruttamento, ma la libertà e la sicurezza di tutte le nazioni per un progresso pacifico… alla conclusione di questa guerra, l’unificato “Comando Supremo della Guerra delle Nazioni Unite” dovrà essere riconosciuto e trasformato in un “Consiglio Supremo Militare ed Economico” permanente in collaborazione con la Lega Mondiale delle Nazioni per la costruzione nel post-guerra e per far valere la pace nel mondo.

41. Il “Consiglio Supremo Militare ed Economico” dovrà eleggere i Governatori che amministreranno le arre in quarantena fino alla oro eventuale libertà per buona condotta.

Dobbiamo dunque combattere fino alla vittoria assoluta per poter avviare i nostri propositi”.

Titolo originale: “The Post War II New World Order Map: A Proposal to Re-arrange the World after an Allied Victory”

Fonte: http://strangemaps.wordpress.com

Postato su www.comedonchisciotte.org

Data: venerdì 2 luglio 2010 | Archiviato in: Attualità


Muovere i primi passi verso la comprensione della sequenza profetica (III parte)

Matteo 10 – Un ulteriore modello interpretativo

di Douglas R. Shearer

Mentre Luca 21 può essere preso come modello di riferimento utile a comprendere quale tipo di protezione Dio garantisce ai credenti che sperimentano la persecuzione (qualsiasi sia il contesto), inclusa la persecuzione descritta in Matteo 24, Matteo 10 può essere considerato come chiave di interpretazione di natura più generale perché racchiude in sé una serie di principi e di aspetti che hanno a che fare con la diffusione del vangelo, tra i quali rientra anche il tema della persecuzione.

Lo scenario in cui Matteo 10 è ambientato è Nazaret, a nord di Gerusalemme, in Galilea, due anni prima del discorso di Matteo 24, quando Gesù prepara i discepoli per il loro primo viaggio missionario. I consigli e gli avvertimenti del maestro possono essere utilizzati nell’interpretazione del discorso profetico.

(continua…)

Archiviato in: Sequenza Profetica