Muovere i primi passi verso la comprensione della sequenza profetica

Il discorso escatologico pronunciato da Gesù conosciuto come il discorso profetico di Matteo 24 e 25 è probabilmente il passo profetico più letto della Bibbia, ma anche quello meno capito.

In relazione agli enigmi cronologici contenuti nelle parabole cosiddette “preparatorie” (sulla vigilanza cristiana, il giudizio, i meriti e i segni dei tempi) in Luca 21 e Matteo 10 sono esposte altre parabole (a queste somiglianti e sovrapponibili), che, oltre ad esporre altri soggetti inerenti la vita cristiana, parlano del modo in cui il popolo di Dio è chiamato ad affrontare la persecuzione, la tribolazione, il rifiuto. Tutte queste parabole hanno avuto un loro inizio pratico con l’esordio della Chiesa, e da allora fino ai nostri giorni hanno avuto il loro sviluppo profetico e così continueranno in crescendo fino a raggiungere il loro culmine, durante il periodo di sette anni conosciuto come Tribolazione e Grande Tribolazione.

I volumi scritti su questi argomenti basterebbero per riempire la libreria di ogni credente, così come infiniti sono gli studi che hanno come oggetto questo discorso profetico, anche se, siamo tutti d’accordo nel dire che pur sempre “vediamo in parte”, di conseguenza “profetizziamo in parte”. Ora però, in questi ultimi tempi, come già promesso al profeta Daniele la conoscenza sarebbe aumentata (Daniele 12:4), malgrado le ridicole presupposizioni dei Preteristi (Rick Warren, Tim Lahaye e Hank Hanegraaf) e nonostante l’attitudine superficiale che molti manifestano nei confronti della profezia biblica. È perciò con gioia che raccomandiamo la lettura di questa serie, sicuri che andrà a far luce sulle complessità escatologiche di questi brani. La buona notizia è proprio questa, che per la luce del nostro Signore Gesù anche gli ultimi nodi gordiani verranno a poco a poco sbrigliati proporzionalmente all’aumento della conoscenza biblica riguardo gli ultimi tempi! Mentre stiamo per entrare nel periodo più cupo di tutta la storia, Lui, il capo supremo della Chiesa, non permetterà che i suoi eletti rimangano privi della conoscenza indispensabile per affrontare l’ultima parte della gara che ci viene proposta. A quanti desiderano saperne di più, Gesù è pronto a dare tesori nascosti nelle tenebre e ricchezze riposte in luoghi segreti (Isaia 45). Ancora una volta l’invito è lo stesso, “Invocami, e io ti risponderò, e t’annunzierò cose grandi e impenetrabili, che tu non conosci” (Geremia 33:3). Che il Signore ti benedica.

LA TRIBOLAZIONE

Parte I

di D. R. Shearer

La Chiesa si trova sull’orlo della Tribolazione, mentre gli angeli si affacciano a guardare dal parapetto del cielo, attendendo che la scena abbia inizio. Intanto, la Chiesa è diventata insensibile anche di fronte alle nuvole nere che all’orizzonte segnalano l’arrivo di una tempesta imminente. Che Dio ci dia grazia di svegliarci e di pregare ardentemente in attesa del più grande risveglio di anime che la storia abbia mai visto.

MATTEO 24:1-2

Mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si avvicinarono per fargli osservare gli edifici del tempio. Ma egli rispose loro: «Vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata».

Poco prima di proferire queste parole Gesù aveva pronunciato già un giudizio su Gerusalemme.

Matteo 23:37-39. «Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta. Infatti vi dico che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

Il celebre discorso profetico contenuto in Matteo 24 è semplicemente il seguito di quello che Gesù aveva già iniziato in Matteo 23 quando parlava con i discepoli della distruzione del tempio (avvenuta nel 70 d.C. per mano dei Romani sotto il comando di Tito, appena trentasette anni dopo).

Quindi,

Mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte, dicendo: «Dicci, quando avverranno queste cose?» (MATTEO 24:3a).

IL DISCORSO PROFETICO E LA SUA RILEVANZA PER LA CHIESA

Marco 11:3-4. Poi, mentre era seduto sul monte degli Ulivi di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte: «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi?»

I discepoli, sorpresi dalla predizione fatta da Gesù sull’imminente distruzione del tempio, vollero saperne di più. Quello che seguì alla loro richiesta fu proprio il discorso profetico, un passaggio della scrittura che ha alimentato dibattiti senza fine, la maggioranza dei quali incentrati intorno all’importanza o meno che questo brano riveste per la Chiesa.

I pre-tribolazionisti (termine col quale s’identificano tutti coloro che affermano che Gesù rapirà la chiesa prima della Tribolazione) insistono nell’idea che il discorso profetico di Matteo 24 descrive eventi che non riguardano la Chiesa o l’età della Chiesa per sé, dato che quegli eventi (presi nel loro insieme) sarebbero descrittivi della Tribolazione. La Chiesa, costoro assicurano, sarà già stata rapita prima che la Tribolazione abbia inizio. Pur tuttavia, questa è una pillola molto difficile da digerire. Soprattutto per le ovvietà scritturali proprie di questo brano, cioè che qui, in Matteo 24, Gesù sta  semplicemente rivolgendosi ai suoi discepoli. Per davvero, ai discepoli a lui vicini e da lui eletti quali apostoli e fondatori della Chiesa di Cristo. Non è ragionevole assumere, pertanto, che questo discorso profetico sia altresì carico di straordinario significato per la Chiesa? Avendo a disposizione solo poche ore da spendere con i suoi discepoli prima della sua morte, avrebbe Gesù occupato quel tempo prezioso a insegnare loro cose che non avrebbero avuto importanza per la Chiesa e per l’età della Chiesa?

Vediamo come i pre-tribolazionisti hanno costruito il loro caso.

I DISCEPOLI, COSA RAPPRESENTANO

Per oscurare ciò che è palesemente ovvio, allo scopo di mettere in risalto ciò che non è per niente evidente, i pre-tribolazionisti si spingono oltre sostenendo che in Matteo 24 la Chiesa non era ancora stata formata. Da questa loro supposizione compiono un salto nel buio per arrivare ad affermare che, siccome in Matteo 24 la dispensazione della Chiesa non era formalmente cominciata, i discepoli qui descritti non sarebbero rappresentativi dell’intera Chiesa, ma solo per i Giudei (esclusi dal rapimento della Chiesa e testimoni in solitudine della potenza di Dio!?). Questo vuol dire che anche gli insegnamenti contenuti in Giovanni 17 non sono per la Chiesa? Dopo tutto, Giovanni 17 e Matteo 24 narrano episodi che hanno avuto luogo l’ultima settimana del ministero di Gesù – due mesi prima del giorno di Pentecoste. Se quindi, con Giovanni 17 Gesù voleva preparare i discepoli all’importante compito di pascere la sua Chiesa, che possibile giustificazione c’è per suggerire che Egli non stesse perseguendo lo stesso obiettivo anche in Matteo 24?

Apriamo una breve parentesi e mettiamo un po’ di ordine. E’ d’importanza fondamentale sapere che non c’è mai stata una netta linea di demarcazione che abbia diviso l’ordine mosaico (la legge mosaica) dall’era della Chiesa, come non ce ne sarà una che dividerà la Chiesa dal regno del Millennio. Possiamo invece affermare che tra l’ordine mosaico e l’era della Chiesa ci sia stato un periodo di transizione già in atto dagli esordi del ministero di Gesù, così come si può sostenere che Gesù stesse già preparando i discepoli per le responsabilità che sarebbero state loro affidate. Or nella Bibbia abbonano gli esempi a favore di una dispensazione transitoria (di transizione) tra le varie epoche o fasi. Ad esempio,

–       Gesù annunciò la “nuova nascita” a Nicodemo – una verità chiaramente collegata al nuovo patto già proclamato per mezzo di Geremia e di Ezechiele – (Giovanni 3).

–       Gesù dichiarò di aver portato a compimento la profezia di Isaia 61 – cioè che in lui una nuova era stava per avere inizio – (Luca 4).

–       Gesù annunciò ai discepoli che la legge mosaica stava per essere sostituita con una legge (interiore) nuova (occorreva fosse versato nuovo vino in otri nuovi – Marco 2).

–       Gesù fece capire ai discepoli che col ministero di Giovanni si sarebbe portata a conclusione la legge mosaica (Matteo 11).

Tutti questi singoli episodi/eventi si verificarono nelle prime fasi del ministero di Gesù in Galilea –molto prima del suo periodo conclusivo in Giudea e a Gerusalemme.

L’OBIETTIVO RISTRETTO DEL MINISTERO DI GESU’

In Matteo 16 la Chiesa viene rivelata, de facto, ai discepoli e in modo abbastanza esplicito – benché la sua esatta natura e peculiarità sia rimasta per diverso tempo ancora oscura.

Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
 Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anch’io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli». Matteo 16:16-19 (N.B. Qui Gesù sta già parlando di Chiesa con Pietro).

Non esiste commentario biblico che osi mettere in dubbio il fatto che da qui in poi Gesù incominci a restringere il suo insegnamento verso un unico obiettivo, quello di preparare i discepoli al compito futuro di pascere la sua Chiesa. Ciò rafforza l’impossibilità che Gesù, a ridosso della fine del suo ministero, abbia di colpo deviato il suo insegnamento verso un soggetto irrilevante o di poca importanza per i discepoli (due interi capitoli pieni di istruzioni – comprese le parabole che ne seguono – da Matteo 24:32 fino alla fine di Matteo 25!).

IL DISPENSAZIONALISMO

I pre-tribolazionisti dividono la Bibbia in un mosaico di periodi distinti e reciprocamente esclusivi denominati dispensazioni. Per ordine, il numero totale di queste dispensazioni sarebbero sette: 1. L’innocenza 2. La Coscienza (o responsabilità morale) 3. Il Governo umano 4. La Promessa 5. La Legge 6. La Chiesa (o La Grazia) 7. Il Regno. A volte ne inseriscono un’ottava, L’Ordine Eterno. Per convenienza interpretativa ogni passaggio della scrittura viene inserito in una di queste dispensazioni, tuttavia, solo quattro di esse sono utilizzate nell’interpretazione del Nuovo Testamento:

  1. La legge Mosaica – la dispensazione che si estende da Mosè a Cristo – nella quale, ad esempio, essi inseriscono il ministero di Giovanni il Battista;
  2. L’età della Chiesa – la dispensazione che si estende da Cristo fino al regno del Millennio – nella quale, per esempio, essi inseriscono Giovanni 17;
  3. Il Regno del Millennio – la dispensazione che si estende dalla seconda venuta di Gesù fino all’ordine eterno – nella quale ad esempio, essi inseriscono il discorso profetico di Matteo 24; ed infine,
  4. L’Ordine Eterno – la dispensazione che si estende oltre il regno del Millennio fino all’eternità – nella quale, ad esempio essi inseriscono Apocalisse 21 e 22.

Le dispensazioni del Nuovo Testamento, ben distinte e reciprocamente esclusive



Lo schema qui riportato è supportato da molti pre-tribolazionisti, ma qui la discussione non verte sulla dispensazione in sé, ma sulla particolare deroga o esonero che accordano alla Tribolazione nel loro schema perchè non si incastra in nessuna delle classiche “dispensazioni”, ma è stata creata una nicchia ad hoc che si trova fuori dalle dispensazioni.

Dove si inserisce la Tribolazione?


Domanda: In quale di queste quattro dispensazioni i pre-tribolazionisti inseriscono gli eventi di Matteo 24?

Risposta: In nessuna, perché hanno ritagliato una nicchia speciale dedicata agli eventi contenuti in Matteo 24 – una quinta era a sé stante e separata (che pur non si tratta di un’altra era o dispensazione), ma che comunque è una fase distinta a sé – che non appartiene né all’età della Chiesa, né al regno del Millennio.

Ovviamente gli eventi di Matteo 24 non possono rientrare nel Regno del Millennio. E’ altrettanto ovvio che se la Tribolazione è naturalmente inserita nell’età della Chiesa (essendone il culmine), il rapimento deve necessariamente aver luogo dopo la Tribolazione, non prima. Questa è la conclusione più logica.

Eppure, senza quella nicchia costruita ad hoc e a sé stante, i pre-tribolazionisti si troverebbero oltre l’ottavo periodo.

II Parte

III Parte

IV parte

V parte

VI parte

VII parte

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