Muovere i primi passi verso la comprensione della sequenza profetica (II parte)

di Douglas R. Shearer

Da sapersi, ma non rilevante (va bene conoscere il discorso profetico di Gesù, ma non dobbiamo approfondire)

Matteo 24 è stato relegato dai pre-tribolazionisti allo status di “buono a sapersi, ma non rilevante”, quasi fosse un palliativo usato da Gesù per soddisfare momentaneamente la curiosità dei discepoli.

Matteo 24:3b

….e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?»

 

Analisi di Matteo 24:3-7 – Il discorso sui segni

E’ importante notare che i discepoli stanno rivolgendo a Gesù domande sui segni – quei segni che avrebbero annunciato la fine dell’età presente e l’inizio del regno. Gran parte di quello che segue alla loro richiesta è una descrizione di quei segni (una pluralità di segni), ed è proprio a questo riguardo che Gesù (cominciando dal verso 32), espone ai discepoli la parabola del fico.

Matteo 24:4-6

Gesù rispose loro: Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”. E ne sedurranno molti. Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine.

Nel resoconto di Matteo, Gesù ignora la curiosità iniziale dei discepoli inerente la distruzione del tempio, ma risponde parlando di due argomenti diversi, la Tribolazione e la sua seconda venuta.

Mettendo in evidenza alcuni aspetti della sua risposta notiamo che:

–       innanzitutto Gesù fornisce un elenco di eventi specifici quali l’inganno, le guerre e rumori di guerre,

–       poi pronuncia la frase “ma non sarà ancora la fine

–       e infine la frase “infatti bisogna che questo avvenga”.

Grammaticalmente parlando i versi 4-6 sono una sineddoche, una tipologia di linguaggio tipica del greco antico utilizzata come forma figurativa inserita in un discorso più ampio.

Ecco che allora la lista di eventi in essi contenuta non è da considerarsi completa.

Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre;

guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga,

ma non sarà ancora la fine.

Con la frase “infatti bisogna che questo avvenga” Gesù vuol dire che le guerre (causate dalla naturale tendenza dell’uomo al peccato e alla malvagità del suo cuore superbo) sono una caratteristica propria di ogni epoca, senza nessuna eccezione. Per questo motivo, le guerre non possono essere considerate come un fattore in sé esclusivo e precursore della fine, nell’insieme del discorso escatologico.

Matteo 24:7-8

Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori.

I segni genuini

Abbiamo detto che i versi da 4 a 6 formano una singola unità di pensiero inserita in un più ampio contesto. Il verso 4 è una proposizione verbale tramite cui si avvertono i discepoli del possibile inganno, mentre, i versi 5 e 6 sono una proposizione avverbiale con cui si aggiunge qualcosa in più al contenuto del verso 4, e si spiega ai discepoli a che cosa devono fare attenzione e cosa fare per non essere ingannati. Questa però non era la risposta che i discepoli cercavano da Gesù. Infatti la risposta diretta alle loro domande non comincia che dal verso 7 in poi con un’altra proposizione avverbiale che ci fa fare un salto indietro al verso 3….

Imparate dal fico questa similitudine: quando già i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l’estate è vicina. Matte 24:3

Quindi, i versi da 4 a 6 sono una frase tra parentesi nell’intero passaggio.

Ora, a partire dal verso 7 abbiamo una descrizione degli eventi che annunciano l’avvicinarsi della Tribolazione, pur non essendo descrittivi del suo inizio.

È da notare che in questo verso Gesù fa uso degli stessi termini due volte. Il dott. Arnold Fruchtenbaum mette in evidenza che le frasi, “nazione contro nazione” e “regno contro regno”, corrispondono alla forma idiomatica ebraica utilizzata dai Rabbini all’epoca di Gesù per indicare tutti i conflitti bellici entro qualsiasi area geografica indicata dal contesto letterale. Ad esempio, in Isaia 19:1-4 leggiamo,

“Oracolo sull’Egitto.
Ecco, il Signore cavalca una nuvola leggera ed entra in Egitto;
gli idoli d’Egitto tremano davanti a lui
e all’Egitto si scioglie il cuore nel petto.
«Io inciterò Egiziani contro Egiziani,
combatteranno il fratello contro il fratello, il vicino contro il vicino,
città contro città, regno contro regno.
Lo spirito che anima l’Egitto svanirà,
io renderò vani i suoi disegni;
quelli consulteranno gli idoli, gli incantatori,
gli evocatori di spiriti e gli indovini.
Io darò l’Egitto in mano di un signore duro,
un re crudele dominerà su di lui»,
dice il Signore, DIO degli eserciti”.

In questo passo si descrive l’Egitto quale nazione ingaggiata in una guerra totale, in una sorta di guerra civile che coinvolge tutta la nazione. Similmente, posiamo leggere in 2 Cronache 15:1-7 che l’intero Medio Oriente era impegnato in una guerra.

Allora lo Spirito di Dio s’impadronì di Azaria, figlio di Oded, il quale uscì a incontrare Asa, e gli disse: «Asa, e voi tutti Giuda e Beniamino, ascoltatemi! Il Signore è con voi, quando voi siete con lui; se lo cercate, egli si farà trovare da voi; ma, se lo abbandonate, egli vi abbandonerà. Per lungo tempo Israele è stato senza vero Dio, senza sacerdote che lo istruisse, e senza legge; ma nella sua angoscia egli si è convertito al Signore, Dio d’Israele, l’ha cercato, ed egli si è lasciato trovare da lui. In quel tempo, non c’era pace né per chi andava né per chi veniva; perché fra tutti gli abitanti dei vari paesi c’erano grandi agitazioni, ed essi erano schiacciati, nazione da nazione, e città da città; poiché Dio li agitava con ogni sorta di tribolazioni. Ma voi, siate forti, non vi lasciate indebolire le braccia, perché la vostra opera avrà la sua ricompensa»”.

La I e II guerra mondiale

Dato che gli eventi descritti al verso 7 sono chiaramente definibili mondiali nel loro scopo, “Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi”, si evince che Gesù stava parlando di conflitti militari che avrebbero coinvolto il mondo intero. Con poche parole il maestro ci ha fatto sapere che le guerre mondiali non avrebbero che annunciato l’avvicinarsi di una futura Tribolazione. A. Fruchtenbaum ha giustamente indicato che le due guerre mondiali, pur separate tra di loro da più o meno vent’anni, sono state le prime due guerre della storia perfettamente identificabili in questa profezia di Gesù. Dovremmo perciò considerarle come anticipatorie della futura Tribolazione.

Con molta probabilità è stata la I guerra mondiale a dare l’avvio all’inizio dei dolori così come riportato al verso 8, anche se è molto verosimile che si verificheranno   ulteriori catastrofi prima dell’inizio della vera Tribolazione. Questo perché il verso 7 non descrive una serie di eventi non connessi tra di loro, ma tratteggia la “tempesta perfetta” fatta di calamità convergenti verso un unico periodo di tempo ben definito.

Inoltre, quando Gesù parla di carestie ..…..

Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi (Matteo 24:7)

non si riferisce a singoli episodi isolati quali le carestie che hanno sempre caratterizzato ogni epoca della storia, ma sta ancora preannunciando la tempesta perfetta, e ancora una volta, il contesto geografico è il mondo intero. Perciò, quello a cui Gesù si riferisce è   una crisi economica globale che provocherà ristrettezze alimentari, coinvolgendo non solo le nazioni del terzo mondo, ma anche quelle in via di sviluppo appartenenti all’Asia e parte del Medio Oriente, così come trascinerà le nazioni più sviluppate dell’Occidente. Questo potrà solo accadere come risultato di un’unica causa: il collasso del presente ordine economico mondiale e della sua rete convulsa di banche centrali e di agenzie monetarie internazionali, un crollo così pesante che ogni tentativo di mitigare il diffondersi di una crisi alimentare di proporzioni gigantesche fallirà. Ovviamente non viene detto su quale base il sistema economico mondiale fallirà, ma è chiaro che una crisi economica e finanziaria simile, porta  inevitabilmente a guerre e a disastri naturali (tanto per tornare al v. 7).

E dopo la guerra, i disastri naturali, le carestie, si diffondono le pestilenze. Un esempio l’abbiamo avuto con la carestia e seguente epidemia influenzale scatenatasi alla fina della I guerra mondiale, che ha portato ad una mortalità di larga scala raggiungendo i 100 milioni di morti nel suo insieme.

La piccola Apocalisse

Tuttavia, nessuna delle calamità descritte al verso 7 (carestie, pestilenze e disastri naturali) fanno parte della vera Tribolazione. Sono solo una fetta dei tanti eventi che portano alla Tribolazione, un complesso di eventi che il verso 8 descrive come “inizio dei dolori”, o, per usare un’espressione tipica tra i rabbini, il “travaglio del Messia”.

Ma tutto questo non sarà che principio di dolori. Matteo 24:8

Le calamità a queste analoghe (descritte in Apocalisse 6 e indotte dai cavalieri del II, III e IV sigillo), d’altra parte, sono proprie del periodo di Tribolazione. Non si tratta delle stesse del verso 7 che Gesù ha in mente quando parla ai discepoli. Ne consegue che abbiamo due serie di eventi pressoché simili: una che si manifesta prima della Tribolazione (l’inizio dei dolori, il travaglio del Messia), e l’altra che ha luogo durante la Tribolazione.

Gli eventi che precederanno la Tribolazione possiamo definirli una sorta di “Piccola Apocalisse” (meno dura e meno coinvolgente della vera Apocalisse) e ha lo scopo di anticipare quello che sta per arrivare, cioè la “Grande Apocalisse” descritta in Apocalisse 6:3-8 (scusate il gioco di parole).

Gli eventi di Matteo 24:7-8 rispecchiano gli eventi di Apocalisse 6:3-8, ma sono meno intensi.

Matteo 24:9-13

Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. Poiché l’iniquità aumenterà, l’amore dei più si raffredderà. Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

Matteo 24:9-13 e Luca 21:12-19. Due eventi separati

La descrizione degli eventi di Matteo 24:9-13 è somigliante a quella resa da Luca 21:12-19.

Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno consegnandovi alle sinagoghe, e mettendovi in prigione, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Ma ciò vi darà occasione di rendere testimonianza. Mettetevi dunque in cuore di non premeditare come rispondere a vostra difesa, perché io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri avversari non potranno opporsi né contraddire. Voi sarete traditi perfino da genitori, fratelli, parenti e amici; faranno morire parecchi di voi; e sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma neppure un capello del vostro capo perirà. Con la vostra costanza salverete le vostre vite.

Tuttavia, la tempistica dei due eventi è diversa.

Nel racconto di Matteo infatti, la persecuzione comincia dopo l’inizio dei dolori.

Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi. Ma tutto questo non sarà che principio di dolori. (7-8)

Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. (9)

Mentre nel racconto di Luca la persecuzione comincia prima dell’inizio dei dolori.

Luca 21:10-12. Allora disse loro: «Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno grandi terremoti, e in vari luoghi pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo. Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno consegnandovi alle sinagoghe, e mettendovi in prigione, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.

Mentre il racconto di Matteo descrive eventi che riguarderanno i credenti nel periodo della fine dell’era della Chiesa durante la Tribolazione, il racconto di Luca descrive eventi che avrebbero coinvolto i discepoli agli inizi dell’era della Chiesa, in un periodo non tanto distante dal giorno di Pentecoste. In poche parole, i racconti sono simili, ma descrivono due eventi distinti e uno solo (quello di Matteo) è collegato con la Tribolazione alla fine dell’età della chiesa.

La protezione di Dio secondo Luca – un modello interpretativo

Considerando che il racconto di Luca fa luce sulla protezione Dio nei confronti dei credenti che sperimentano la persecuzione all’inizio dell’era della chiesa, ciò può essere preso come modello interpretativo che getta luce sul tipo di protezione che Dio garantirà ai credenti che dovranno passare la persecuzione alla conclusione dell’era della chiesa, prima e durante la Tribolazione. In Luca troviamo un modello interpretativo che getta luce sul significato del tema della persecuzione in tutto il Nuovo Testamento, incluso Matteo 24.

Luca 21:16-18. Voi sarete traditi perfino da genitori, fratelli, parenti e amici; faranno morire parecchi di voi; e sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma neppure un capello del vostro capo perirà.

Poniamo attenzione a quello che Gesù sta dicendo: “sarete odiati, traditi e perseguitati. Alcuni di voi verranno persino uccisi, ma neppure un capello del vostro capo perirà!”. Incredibile no? Ma riflettiamo. Ai primi discepoli viene offerta protezione (“ma neppure un capello del vostro capo perirà”), ma si tratta di una protezione che non li avrebbe risparmiati dalla morte perché Gesù aggiunge anche, “faranno morire parecchi di voi”.

Quindi le cose stanno in questi termini,

–       o siamo in presenza di un non sequitur (dal latino non segue, non consegue) che ci parla di una contraddizione in termini, una conclusione che non viene da una premessa,

–       o che la nozione di protezione di Dio non coincide sempre con la nostra perché non comprende necessariamente il salvataggio dalla morte.

Visto che la prima ipotesi è improbabile, pensiamo che la nozione di liberazione secondo Dio è un po’ diversa dalla nostra.

Perché questa cosa dovrebbe sorprenderci?

La scrittura abbonda di esempi a favore di questa tesi. Ad esempio, il salmo 37 ci assicura che Dio libera sempre i suoi dalle afflizioni, che libera coloro che confidano nel suo nome e che sperano nella sua bontà.

Salmo 34:19. Molte sono le afflizioni del giusto, ma l’Eterno lo libera da tutte.

Dio protegge i suoi e a questo non ci sono eccezioni, tuttavia, la liberazione non risparmia il popolo di Dio dalla tribolazione o dalla morte. Infatti, la Bibbia ci dice esplicitamente di aspettarci sofferenza, persecuzione e persino morte durante il nostro pellegrinaggio cristiano.

2 Timoteo 3:12. Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati.

Ci insegna anche che è un privilegio soffrire per Cristo.

Filippesi 1:29. Perché vi è stata concessa la grazia, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in

lui, ma anche di soffrire per lui.

E che Dio si rallegra nella morte di coloro che depongono la loro vita per lui.

Salmo 116:15. È preziosa agli occhi del SIGNORE la morte dei suoi fedeli.

Apocalisse 3:10

Siccome hai osservato la mia esortazione alla costanza, anch’io ti preserverò (ti guarderò – Versione di Diodati  e Versione Riveduta; ti  custodirò – Versione Nuova Diodati) dall’ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra.

Non è forse questa la promessa che la chiesa verrà risparmiata dalla Tribolazione? La parola greca che in italiano è stata tradotta con preserverò, nell’originale viene usata più volte nel libro dell’Apocalisse, il cui significato è quello di sostenere/sostenere durante qualcosa/mantenere/tener fermo e stretto.

Apocalisse 1:3. Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano (tengono ferme) le cose che sono scritte in essa, poiché il tempo è vicino!

Apocalisse 12:17. Allora il dragone s’infuriò contro la donna e andò a far guerra a quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono (si tengono stretti a) la testimonianza di Gesù.

Apocalisse 14:12. Qui è la costanza dei santi che osservano (si tengono fermi a /mantengono) i comandamenti di Dio e la fede in Gesù.

Apocalisse 22:9. Ma egli mi disse: «Guàrdati dal farlo; io sono un servo come te e come i tuoi fratelli, i profeti, e come quelli che custodiscono (mantengono) le parole di questo libro. Adora Dio!».

Pur tuttavia, i pre-tribolazionisti continuano a sostenere che il significato della frase “anch’io ti preserverò” di Apocalisse 3:10, è quello di rimuovere (da cui ne deriva, “anch’io ti rimuoverò”), specialmente se lo si combina alla preposizione –dall’ora della tentazione-. Ciò è equivalente a dire che Gesù ha promesso alla chiesa che sarebbe scampata alla Tribolazione.

I post-tribolazionisti (coloro che sostengono che Gesù ritornerà alla fine della Tribolazione) invece, ribadiscono che il significato di “guardare, preservare, custodire” non sia diverso da quello espresso dalla stessa parola ripetuta più volte in Apocalisse 1:3, 2:7, 12:17, 14:12, 22:9. Ne consegue che Gesù ha fatto una promessa per la sua chiesa, di essere sostenuta dalla grazia di Dio mentre passerà per la Tribolazione.

Ciò che in questo testo viene perso di vista dai pre-tribolazionisti, ma anche dai post-tribolazionisti, è l’utilizzo del linguaggio figurativo utilizzato da Giovanni, tipico delle espressioni anaforiche (una scorciatoia metaforica), di quel linguaggio figurativo che consiste nella ripetizione della stessa parola all’inizio di frasi o di versi consecutivi per conferire risalto al vocabolo ripetuto, dove, il significato della parola ripetuta in ciascuna delle frasi è il significato datole nella prima frase.

Del perché questo aspetto grammaticale venga ignorato nell’interpretazione di Apocalisse 3:10 è pressoché sconcertante, specialmente quando si considera l’uso che ne viene fatto sia nell’Antico come nel Nuovo testamento. Per esempio, in Osea 3:4-5 leggiamo:

I figli d’Israele infatti staranno per parecchio tempo

–       senza re,

–       senza capo

–       senza sacrificio

–       senza statua

–       senza efod

–       senza idoli domestici.

Poi i figli d’Israele torneranno a cercare il SIGNORE, loro Dio, e Davide, loro re, e ricorreranno tremanti al SIGNORE e alla sua bontà, negli ultimi giorni.

In questi versi, il significato della parola senza (più volte ripetuta) è dato subito nella prima espressione frase, senza re.

In Sofonia 1:1-3 è scritto: Parola del Signore rivolta a Sofonia, figlio di Cusi, figlio di Ghedalia, figlio d’Amaria, figlio d’Ezechia, al tempo di Giosia, figlio di Amon, re di Giuda.

–       «Io distruggerò ogni cosa dalla faccia della terra»,
dice il Signore.

–       «Distruggerò uomini e bestie;

–       distruggerò gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
gli intoppi assieme agli empi,
ed eliminerò gli uomini dalla faccia della terra»,
dice il Signore.

Ancora una volta, il senso di una parola ripetuta per più volte, in questo caso distruggerò, è quello dato all’inizio con la prima espressione.

Esempi dal Nuovo Testamento.

I Corinzi 6:12. Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla.

I Corinzi 11:3. Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l’uomo, e che il capo di Cristo è Dio.

Filippesi 3:23. Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno mutilare.

E per finire, l’espressione anaforica più nota del Nuovo Testamento: le Beatitudini.

Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati

Beati i mansueti, perché erediteranno la terra

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati

Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno.

In ciascuna di queste espressioni, il significato della parola beati (ripetuta più volte) è e rimane sempre lo stesso dato nella prima frase “beati i poveri in spirito”.

Perciò, il verbo preservare nella frase “anch’io ti preserverò dall’ora della tentazione…….” ha lo stesso significato di quando è utilizzato nella frase “perché avete osservato la mia parola….”, e non v’è alcun dubbio che il suo significato non è quello di rimuovere, ma di mantenere/sostenere. Per me la questione è risolta. Gesù non sta promettendo alla chiesa che sarà risparmiata dalla Tribolazione. Sta invece promettendo che sarà mantenuta forte mentre passa attraverso la Tribolazione, ovvero, che Dio la attirerà a sé in un modo molto speciale e intimo, provvedendo tutta la grazia necessaria per affrontarla.

I parte

III parte

IV parte

V parte

VI parte

VII parte

Riproduzione concessa dall’autore per Sequenza Profetica (Fonte: www.pastorshearer.net)