Il discorso profetico di Gesù

A pochi giorni dalla Pasqua dei Giudei, Gesù, l’ormai rigettato Messia, trovandosi sul monte degli Ulivi guardava Gerusalemme attraverso la valle di Chidron. “Mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte (in privato), dicendo: «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?»”. (Matteo 24:3).

Ancora oggi i discepoli si avvicinano a lui privatamente per rivolgergli le stesse due domande.

Per coloro che hanno orecchi da udire, la sua personale risposta si trova nel messaggio contenuto nel discorso profetico.



Mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si avvicinarono per fargli osservare gli edifici del tempio. Alcuni gli fecero notare come il tempio fosse adorno di belle pietre e di doni votivi uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che edifici!» Gesù gli disse: «Vedi questi grandi edifici? Io vi dico in verità: «Verranno giorni in cui di tutte queste cose Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata».
Mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte dicendo: «Maestro, «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente e quando avverranno dunque queste cose?»

Gesù rispose loro: «Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo” e: “Il tempo è vicino” e ne sedurranno molti. Non andate dietro a loro. Quando voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre e di sommosse, non siate spaventati; perché bisogna che queste cose avvengano prima; ma la fine non verrà subito». Allora disse loro: perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno grandi terremoti, e in vari luoghi pestilenze e carestie e turbamenti (Diodati). Queste cose saranno un principio di dolori. Vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo. Ma prima di tutte queste cose, badate a voi stessi! Vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno. Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno. Vi consegneranno ai tribunali, e vi metteranno in prigione e sarete battuti nelle sinagoghe. Sarete trascinati davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Ma ciò vi darà occasione affinché serva loro di testimonianza (in testimonianza a loro <contro loro> – Diodati).

Quando vi condurranno per mettervi nelle loro mani, non preoccupatevi in anticipo di ciò che direte, ma dite quello che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo. Mettetevi dunque in cuore di non premeditare come rispondere a vostra difesa, perché io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri avversari non potranno opporsi né contraddire. Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. Voi sarete traditi perfino da genitori, fratelli, parenti e amici; faranno morire parecchi di voi; Il fratello darà il fratello alla morte, il padre darà il figlio; i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire e sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma neppure un capello del vostro capo perirà. Con la vostra costanza salverete le vostre vite. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. Poiché l’iniquità aumenterà, l’amore dei più si raffredderà. Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. E questo vangelo del regno bisogna che prima sia predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine. «Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo là dove non deve stare (chi legge faccia attenzione!), quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti; e quelli che sono in città, se ne allontanino; e quelli che sono nella campagna non entrino nella città. Chi sarà sulla terrazza non scenda e non entri in casa sua per prendere quello che è in casa sua; e chi sarà nel campo non torni indietro a prendere la sua veste perché quelli sono giorni di vendetta, affinché si adempia tutto quello che è stato scritto. Guai alle donne che saranno incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! Perché vi sarà grande calamità nel paese e ira su questo popolo. Cadranno sotto il taglio della spada, e saranno condotti prigionieri fra tutti i popoli; e Gerusalemme sarà calpestata dai popoli, finché i tempi delle nazioni siano compiuti. Pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno né di sabato; perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. Se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma, a causa dei suoi eletti, egli ha abbreviato quei giorni. Allora, se qualcuno vi dice: “Il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ma voi, state attenti; Ecco, io vi ho predetto ogni cosa (tutto). Se dunque vi dicono: “Eccolo, è nel deserto”, non v’andate; “eccolo, è nelle stanze interne”, non lo credete; infatti, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sarà il cadavere, lì si raduneranno le aquile.
Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi eletti dai quattro venti, da un capo all’altro dei cieli. Imparate dal fico questa similitudine: quando già i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l’estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte. Io vi dico in verità che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. «Ma quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo. Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s’andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell’uomo. Allora due saranno nel campo; l’uno sarà preso e l’altro lasciato; due donne macineranno al mulino: l’una sarà presa e l’altra lasciata. Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà. Ma sappiate questo, che se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe scassinare la sua casa. Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà.
Qual è mai il servo fedele e prudente che il padrone ha costituito sui domestici per dare loro il vitto a suo tempo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà così occupato! Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni. Ma, se egli è un servo malvagio che dice in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”; e comincia a battere i suoi conservi, a mangiare e bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se l’aspetta, nell’ora che non sa, e lo farà punire a colpi di flagello e gli assegnerà la sorte degli ipocriti. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.

Versione sinottica e armonica del discorso profetico pronunciato da  Gesù sul monte degli Ulivi (Matteo 24, Marco 13, Luca 21).